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Archive for 2 ottobre 2011

 

…abbracciami ancora un po’ 
perchè d’amore mai abbastanza io ne avro’ 
abbracciami perchè non so 
domani se ti avro’ 
la mia vita senza te è gia’ solitudine…… 

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Quando verrà il momento 

Nella follia 

Catturerò il firmamento e lambirò le nubi 

Prenderò in prestito la bufera 

Lasciandomi alle spalle le lacrime zampillanti 

E me ne andrò. 

Non inseguirò l’equilibrio 

Non soffocherò le grida 

Danzerò sull’acqua 

Dirigendomi verso l’altra sponda 

Libera 

O schiava 

Non importa! 

Guaderò il fiume. 

Quando verrà il momento 

Farfalla notturna 

Deporrò la dolcezza che ormai mi ha annoiata 

Deporrò l’abito imbizzarrito invano 

E darò fuoco al passato 

Per ritornare liscia come la terra vista da lontano 

E girare da sola 

Intorno alla luna. 

Riderò e le mie risate non saranno tristi 

Non volerò, camminerò 

Accarezzerò la strada 

Converserò tutta la notte con il selciato 

Farò sgorgare la poesia dalle pietruzze 

Il cielo piangerà e non mi preoccuperò 

Il vento consumerà il mio cuore ustionato dall’amore 

Quando verrà il momento 

alba senza rugiada 

mi mostrerò con il viso rabbuiato 

e seppellirò i miei visi sereni 

diffonderò le ombre sul mio essere 

le farò gocciolare come il dolce miele 

punto dopo punto 

bacio dopo bacio 

affinché riemerga sulla superficie del fiume 

quella donna che ho serbato in me.

(J. Haddad)

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La più piccola parola

è circondata da acri ed acri di silenzio,

e perfino quando riesco a fissare

quella parola sulla pagina

mi sembra della stessa natura

di un miraggio, un granello di dubbio

che scintilla nella sabbia.

 

(Paul Auster)

 

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Siamo il tempo.
Siamo la famosa
parabola di Eredito l’Oscuro.
Siamo l’acqua,
non il diamante duro,
che si perde, non quella che riposa.
Siamo il fiume
e siamo anche quel greco
che si guarda nel fiume.
Il suo riflesso
muta nell’acqua del cangiante specchio,
nel cristallo che muta come il fuoco.
Noi siamo il vano fiume prefissato,
dritto al suo mare.
L’ombra l’ha accerchiato.
Tutto ci disse addio, tutto svanisce.
La memoria non conia più monete.
E tuttavia qualcosa c’è che resta
E tuttavia qualcosa c’è che geme.


(Jorge Luis Borges)


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