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Archive for dicembre 2011

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Che allegria, vivere e sentirsi vissuto.
Arrendersi alla grande certezza, oscuramente, che un altro essere, fuori di me, molto lontano mi sta vivendo.
Che esiste un altro essere con cui io guardo il mondo perchè sta amandomi con i suoi occhi.
Che esiste un’altra voce con cui io dico cose non sospettate dal mio gran silenzio e che mi ama anche con la sua voce. E quando lei mi parlerà di un cielo scuro, di un paesaggio bianco, ricorderò stelle che non ho visto, che lei guardava, e neve che nevicava nel suo cielo. Con la strana delizia di ricordare di aver toccato ciò che non toccai se non con quelle mani che non raggiungo con le mie, tanto distanti.
E spogliato di sé potrà il mio corpo riposare, tranquillo, morto ormai.
Morire nell’alta certezza che questo viver mio non era solo il mio vivere: era il nostro…

(Pedro Salinas)

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A volte succedono cose strane,
un incontro, un sospiro,
un alito di vento che suggerisce nuove avventure
della mente e del cuore.
Il resto arriva da solo,
nell’intimità dei misteri del mondo.

(Alda Merini)

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Mi tengo il viso fra le mani;

no, non sto piangendo.

Mi tengo il viso tra le mani

per tenere calda la mia solitudine:

mani che proteggono,

mani che nutrono,

mani che impediscono

alla mia anima di vivere

nella rabbia.

(Tich Nhat Hanh)

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C’è un pianto dentro di me: la vita

 urlando non lascia tracce verosimili,

 sfigurata allaccia amore e morte,

 nella notte ingrata al sonno.

Allora si pensa ai trascorsi inganni:

 si sogna. Tutto quello che in pace

 importa di più va combattuto,

 respinto…

 (Dario Bellezza)

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La sorte, finora,

mi è stata benigna.

Poteva non essermi dato

il ricordo dei momenti lieti.

Poteva essermi tolta

l’inclinazione a confrontare.

Potevo essere me stessa

ma senza stupore,

e ciò vorrebbe dire

qualcuno di totalmente diverso.

(Wislawa Szymborska)

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Questo è l’enigma, l’ansia travolgente
di conoscere, il desiderio irresistibile di gettare l’ancora
in te, di possederti.
Come sarebbe la perplessità di essere te,
il mistero, la malattia di essere te e sapere
Come sarebbe lo stupore di essere te, davvero te e
con i tuoi occhi vedermi.
Come sarebbe percepire che ti amo
Come sarebbe, essendo te, sentirmelo dire
E come sarebbe, allora, sentire quello che senti tu.

 (Ana Rossetti)

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Non ho dimenticato quante volte
ho perso la strada
non ho dimenticato la voce
che mi disse ricorda
non ho dimenticato la voce
che mi disse ritorna.
Ho scordato la mano
che mi carezzava i capelli
ho scordato l’amico
a cui ho chiesto perdono.
Io sono solo,
ho vissuto la vita
che sognavo di vivere ,
senza pentirmi
ho pagato gli sbagli
che sapevo di fare,
ho lasciato le cose
che volevo lasciare.
Ho perso le cose
che volevo tenere.
Ma il mio spirito
è libero
libero dentro…..
(Artur Brand)

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Passi increduli

ritagliano

angoli di pensieri,

vuoti spazi

graffiano ricordi

e un simulacro

d’altri tempi.

La gola s’inarca

e contorce il respiro

sul vivo dell’emozione,

ascolta il tumulo

del sacrale silenzio.

Sul fondo della vita

solo semplici

rumori di lavoro

sul fondo del cuore

solo l’assenza

e il pudore

d’un eroico suono

di rispettosa memoria.

(Maurizio Molinari)

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La rimozione è un fatto spontaneo,

è una visita cieca al proprio universo interiore

dove appare misteriosamente la falla di un’occasione perduta.

Le occasioni si smarriscono per tanti motivi.

La paura,per esempio,è una ragione equidistante,

capace di incenerire l’amore.

Ma in fondo l’amore sarebbe ancora più rischioso,

tanto vale tenersi la paura.

Di solito si possono anche inventare i traumi,

e poi rimuoverli per trovare occasioni di perdono.

Niente può più colpire un soggetto schematizzato

in questo senso quanto la comprensione di un amico,

il quale,lungi dal colpevolizzarlo,trova valide

anche le spiegazioni più inesistenti.

Quando l’amico ti perdona,tu sei morto.

E in nome del perdono firmi con lui un vitalizio,

il solito vitalizio d’amore che viene rateizzato.

Le cambiali,almeno,danno una certa sicurezza,

consentono di dormire due giorni di fila

senza aspettare un nuovo sequestro.

Anche il peccato del resto si commette per essere perdonati.

O forse è un modo occasionale per colpire le gente,

una vendetta a scoppio ritardato?

Si ignorano a questo punto le sequenze del destino.

Magari ti capita di dover sentire una mano,

di cui non conosci l’origine,

che ti desta alle due del mattino e ti ordina:

“Svegliati che il treno parte.”

(Alda Merini)

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