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Archive for 8 novembre 2012

 

Perchè tu sei sempre nella mia testa

 

 

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Ah, tu pensavi che anch’io fossi una

che si possa dimenticare

e che si butti, pregando e piangendo,

sotto gli zoccoli di un baio.

O prenda a chiedere alle maghe

radichette nell’acqua incantata,

e ti invii il regalo terribile

di un fazzoletto odoroso e fatale.

Sii maledetto. Non sfiorerò con gemiti

o sguardi l’anima dannata,

ma ti giuro sul paradiso,

sull’icona miracolosa

e sull’ebbrezza delle nostre notti ardenti:

mai più tornerò da te.

 

(Anna Achmatova)

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Dove finisce l’onda

e dove inizia il mare?

Dove finisce il corpo

e dove iniza l’ombra?

Dove finiscono le tenebre

e dove iniza la luce?

Le parole respirano fuori dalla loro cornice

i sensi si increspano e si distendono

simili a un oceano di un cerchio

il cui centro è inesitente.

Non siamo altro che una

delle probabilità dell’esistenza.

La nostra vita

è un buffo insieme di dubbi

un equivoco di possibilità concesse.

Mi rivolgo a ciò che è informe

procedo verso il nascondiglio.

Quando cercherò di raccogliere l’esperienza?

Come potrò trovare l’imbarcazione?

nell’annullamento del tempo e dello sviluppo che retrocede?

La luce non ha forma

l’onda non ha confini

l’io non ha facciate

la passione non ha orizzonti.

Sii luce

onda

passione.

Sii te stesso.

 

(A’isha Arna’ut)

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Il mio cercarti, il tuo cercarmi, è la ricerca di ciò che non può essere trovato.

Solo l’impossibile vale lo sforzo.

Quel che perseguiamo è l’amore in sé, che talora si rende manifesto in forma umana, ma solo per spingerci oltre la nostra umanità, verso l’istinto animale o la gloria divina.

L’amore che perseguiamo è più forte della natura umana:

ha in sé una sfrenatezza e una magnificenza a cui aneliamo più che alla vita stessa.

L’amore non calcola il rischio, né per sé, né per gli altri.

Niente è crudele come l’amore.

Non esiste amore che non trafigga mani e piedi.

Il semplice amore umano non ci appaga, anche se ce lo facciamo bastare.

E’ come se ci accampassimo ai margini di un campo di grano: accendiamo fuoco e lume fino a notte alta e raccontiamo le storie di questi amanti perduti e vinti.

I campi di grano non si addomesticano.

Attende, bello e terribile, in agguato dove il fuoco del bivacco non può arrivare.

Qualcuno, spinto dall’assillo di leggere la mappa di se stesso, di quando in quando si alza e se ne va, sperando che il tesoro sia nascosto veramente più oltre, in attesa. Per amore vale la pena vivere.

Il mio cercarti, il tuo cercarmi, vanno oltre per trasformarsi in un alto grido nel campo di grano.

Non so se quello che sento è una risposta o un’eco:

forse non sentirò nulla.

Ma non importa.

Questo viaggio si deve fare.

 

(Jeanette Winterson)

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Con semplice cortesia

mi si fece incontro e sorrise.

Tra pigro e carezzevole

mi sfiorò la mano con le labbra.

Mi fissò con occhi misteriosi

come quelli delle immagini sacre.

Dieci anni di grida soffocate,

tutte le mie notti insonni

chiuse nella parola sussurrata,

parola detta invano.

Te ne andasti.

E di nuovo l’anima è deserta e chiara.

 

(Anna Achmatova)

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