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Archive for the ‘Anonimo’ Category

La mia mente vaga da sola e va in luoghi così lontani e isolati che nessun altro riuscirebbe a ritrovare la strada.La mia mente potrebbe viaggiare per migliaia di chilometri in pochi secondi, solo per tornare indietro con più domande sulla morte, sull’amore e sul significato dell’esistenza.Ho una mente che non riesco a raggiungere, un uragano di emozioni avvolto in un unico, enorme groviglio dentro la mia testa, che cerca di farmi impazzire. Ho una mente che non può davvero essere domata.

Resto a letto per giorni. Qualche ora dopo, potrei ritrovarmi su un tetto e urlare per l’intensa euforia che mi riempie le vene, con una magia che il mio corpo trova incomprensibile ma a cui si adatta lo stesso. Sono un’altalena terrorizzata, che un momento prima vola tra le stelle e quello dopo cade giù con tutta la sua forza. Ho così tanto amore da dare, eppure sono incapace di farlo. Dentro di me ci sono due mostri che combattono per un primo posto dove al vincitore non spetta altro che dolore.

Quando sono sovraeccitata, sono la regina del mondo. Me ne vado in giro con una sicurezza che nessuno può compromettere. Sono una vincente, sono imbattibile, posso fare qualsiasi cosa. Posso fare in modo che inizi a piovere. Posso far sì che smetta. Posso cambiare il modo in cui vedete il mondo e provo pena per chi non lo guarda attraverso i miei occhi. Mi dispiace per quelle povere anime che non riescono a trovare la luce alla fine del tunnel. Sono entusiasta, sono amorevole. Voglio vedervi felici, non voglio mai vedervi piangere. Voglio che dimentichiate le ferite che il mondo vi ha riservato, e che vediate tutta la bellezza che contiene. Sono in cima al mondo e niente e nessuno può toccarmi.

Poi crollo. Voi non siete voi e io non sono io. E il mondo sta per finire. Questa vita è la nostra punizione. È quello che ci spetta per aver pensato di meritare felicità e amore. Spegnete le luci e andatevene perché non c’è speranza e io morirò da sola. Se mi vedete piangere, fate finta che non stia accadendo perché niente di quello che direte cambierà il fatto che sono disperata e pronta a morire. Non potete salvare me, non potete salvare voi stessi. No, non uscirò stasera, andate senza di me ragazzi. Mi spiace che non riusciate a sentirmi presente. Mi dispiace di essere sempre così triste. Chiedo scusa se riesco a parlare solo di perdita. Scusate, perché non so più come parlare. Perché siete ancora qui? Andate, correte! Via! Non meritate una persona come me nella vostra vita, perché sono fatta di dolore e dovreste davvero andare, adesso. Non riesco a controllare ciò che faccio, le mie mani non mi appartengono. Non so dove sto andando.

Non è momentaneo. Non è una fase. Non è la parte in cui piombate da me per dirmi che le cose andranno meglio, perché non è quello che ho bisogno di sentire. Quello di cui ho bisogno, ma di cui non parlerò mai, è sapere se resterete o ve ne andrete. Se riuscirete a sopportare qualcuno che cambia continuamente personalità, come nel gioco dei mimi. Se un giorno vi sveglierete e deciderete che è troppo, che non potete gestirla.

Sono cose che non dirò mai perché sono troppo orgogliosa e perché non piangerò quando un giorno deciderete di allontanarvi da tutto questo. Farà male, ma non lo saprete mai. Mi squarcerà in due, ma vi mostrerò soltanto che non siete mai stati importanti per me. Non ci proverò, non supplicherò. Mi richiuderò la porta alle spalle nel momento in cui vi sentirò titubare, perché la vita mi ha già dato abbastanza lezioni su come essere sola.

Perciò, mi dispiace se pensate che io sia fredda, distante. Mi dispiace che parliate incessantemente della mia folle capacità di essere totalmente autonoma, a volte. Mi dispiace se, ogni tanto, vi sembro egoista o minacciosa. Posso soltanto mettere nero su bianco quello che sento. Se state leggendo, allora dovreste sapere che vi amo, nel miglior modo in cui posso farlo. L’unico modo in cui posso farlo.

(Anonimo)

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11260c4318fe91a172d8e77da3470220Lascerò qui la mutezza delle mie parole, rese tali dall’indecenza di ogni metro quadro che calpesto e in cui trattengo da troppo il respiro.

Vorrei poche piccole cose che diventano enormi nell’irrealizzabilità inattesa che le divora. Vorrei poche piccolissime cose che il mondo avvolge e strangola nel suo marcire inarrestabile.

Distruggo a morsi tutte le grandi e grandissime cose che cercano disperatamente di trasalire.

Ingerisco veleni contro le inopportune rivelazioni dell’anima che chiedono voce, vomitando al contempo turbamenti inesplicabili.

Vorrei che le troppe gigantissime cose che ostruiscono la mia verità, diventassero di colpo minuscole, invisibili, innocue.

Vorrei che il mondo smettesse improvvisamente di decomporsi nell’inutile rincorrersi di attimi senza la dovuta importanza, di gesti mossi dall’insensatezza del tornaconto personale, di vuoti ricolmi di un vuoto più grande.

Vorrei poter liberare il mostro di tenerezza che tengo nascosto tra il cuore e la gola, riprendere a inspirare la purezza che finora ho espirato vacuamente

Vorrei semplicemente poter essere me, senza necessariamente essere sola con me.

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Sono nato bianco, il che fa di me un razzista.

Non voto a sinistra, il che fa di me un fascista.

Sono eterosessuale, il che fa di me un omofobo.

Non sono sindacalizzato, il che fa di me un traditore della classe operaia e un alleato del padronato.

Sono di religione cristiana, il che fa di me un cane infedele.

Ho più di sessant’anni e sono in pensione, il che fa di me un vecchio rimbambito.

Rifletto, senza prendere per buono tutto ciò che mi dice la stampa, il che fa di me un reazionario.

Tengo alla mia identità e alla mia cultura, il che fa di me uno xenofobo.

Vorrei vivere in sicurezza e vedere i delinquenti in galera, il che fa di me un agente della Gestapo.

Penso che ognuno debba essere ricompensato secondo i suoi meriti, il che fa di me un antisociale.

Ritengo che la difesa di un Paese sia compito di tutti i cittadini, il che fa di me un militarista.

Amo l’impegno e lo sforzo di superare se stessi, il che fa di me un ritardato sociale.

Pertanto ringrazio tutti i miei amici, che hanno ancora il coraggio di frequentarmi, nonostante tutti questi difetti.

(dal web)

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 5

Non sono come te.

Io non insulto,

non faccio del male,

neanche quando lo ricevo.

Non mi appartiene, non ci riesco.

Io mi ritiro,

mi chiudo,

niente urla,

niente vendette plateali.

Non faccio un bel niente,

e proprio per questo,

se tu ferisci,

io invece UCCIDO.

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2

Il tempo non è che un nemico beffardo

sempre in corsa e mai costante.

Va a ritroso quando dovrebbe scorrere

e travolge quando dovrebbe fermarsi,

e certo non sarò io a convincerlo a imparare.

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“Ricordo di te..”

1

..è solo un attimo…

arriva, mi prende.. è una piccola, dolce malinconia, che mi riempie di ricordi belli, dolci e divertenti..

è un piccolo dolce dolore, che so che passerà presto, e quasi quasi mi dispiace, perché i ricordi torneranno chiusi nel cassetto della memoria, e la vita normale tornerà a scorrere

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1 (2)

Ci sono persone che ti piacciono perché le stimi, altre perché sono intelligenti, altre perché sono belle. Ci sono quelle di cui apprezzi l’ironia, la spontaneità, il coraggio. Ci sono quelle che ti stupiscono con un gesto, quelle su cui puoi contare sempre, quelle che ti insegnano qualcosa. Ci sono persone che ti piacciono per come si muovono, per il tono della voce, perché sanno raccontare le cose. Ci sono quelle che ti conquistano con la determinazione, con la bontà, con il talento. Ci sono esseri umani che ti fanno commuovere, che ti illuminano, che hanno il tuo stesso sangue. Ci sono gli amici che scegli, quelli che ti deludono e perdoni, quelli grazie ai quali cambi, quelli per cui non cambi mai.

Ci sono persone che ti convincono, che ti sorprendono, che ti affascinano.

 

E poi ci sono le persone che senti.

E non necessariamente sono queste cose, forse ne sono alcune, a volte nessuna.

Magari non sono perfette, non sono infallibili e sbagliano tutto. Eppure sono le persone che senti.

Quelle che sembra che qualcuno vi abbia sintonizzato sulla stessa frequenza radio in un tempo in cui la radio non esisteva ancora.

 

A me, più di tutte, piacciono quelle.

 

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1 (6)Non mi cercare tra frasi da cioccolatino,
ipocriti nauseanti ti voglio bene,
è solo ovatta scadente,
per imbottir anime vuote.

Non mi cercare tra discorsi inutili,
affermazione del momento,
durano una frazione di secondo,
svaniscono lasciando fiele.

Non mi cercare tra i fiori,
del tuo giardino di plastica,
dai colori sgargianti,
senza profumi, suoni.

Non mi cercare fra finti amici,
quelli dei cinque minuti di vita inventata,
con i quali giochi, aprendo il tuo cuore,
quasi fosse la concessione di un dio.

Non mi cercare tra sensi unici,
limitazioni, regole,
che imponi e non rispetti,
il tuo gioco che rifiuto giocare.

Non mi cercare qui,
nel fondo del bicchiere
traboccante di vetriolo,
come ciò che scrivo,
come il mio sangue.

Non mi cercare tra parole ipocrite,
che non si incidono nel cuore,
ma scivolano via,
come scivolano via i veri valori,
tirando lo sciacquone della vita.
(Anonimo)

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1 (2)

Ci sono momenti

in cui penso davvero

di desiderare ancora

ciò che mi è stato negato,

mi faccio guidare su strade sconosciute

che in realtà non fanno per me, ma

che in qualche modo distolgono il mio sguardo dal resto.

E questo non può che farmi bene.

Ma cosa c’è di speciale o di utile in tutto questo?

Giocare.Pensare.Rischiare.

Tutto per conquistare qualcosa all’interno di noi stessi

e una volta che inizi a giocare non so se riesci a smettere..

Ha un senso tutto ciò?

Pensieri troppo strani mi stanno frullando per la testa

scrivo e vorrei cancellare tutto

perchè è come se non fossi più io…

(Anonimo)

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1 (6)

Prova a racchiudermi in te…

prendimi tra le tue braccia

e cullami dolcemente

calma il vento che infuria dentro la mia anima

lascia parlare il tuo cuore

così che io possa ascoltare parole nuove…

accarezzami piano

segui il mio respiro

e veglia sulla mia essenza

conducila là dove vive

il mistero a me sconosciuto,

lascia che io lo riconosca e

l’accolga senza timore…

(Anonimo)

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2

Ci sono giorni che lo specchio
mi sussurra parole
che amo sentire ma non ascolto
Sono parole che arrivano dalla profondità dell’anima
e mi invadono la mente….
Quella voce mi ripete che devo liberarmi…
e lo dice con affetto,con emozione…con passione…con amore.
“INQUIETA” ha bisogno di me
più di quanto io abbia bisogno di lei.
E mi spinge, mi invita, suadente, mi convince, mi sollecita….
Preme per uscire dal profondo del mio spirito per dominare.
Lei sa che non può farlo. Non può. Non deve. Ma sa come farsi udire.
Sa come portarmi a ciò che desidera.
Se vuole. Quando vuole.
E quando ci riesce “DOLCE” diventa come vuole LEI…
(Anonimo)

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1Mi uccide il fatto di non riuscire mai a chiedere nulla.

Ma ancora di più il fatto che gli altri pensino che io non abbia bisogno di nulla.

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75

Indosserai un’altra pelle…

mimetizzandoti in quei tessuti…

e sparirai in ogni gesto…per ricondurti a quella nota.

Pensieri… avvolti nella durezza dei tuoi movimenti,

ti condurranno alla dolcezza di parole attese…

e l’accarezzerai…quel verbo…come un amore già destinato…

e lo conserverai per riaccompagnarlo ad un cuore turgido…ed in successione…

quanto il tuo sesso.

Ascolterai quell’organo…

e dall’esteriorità del suo sentire…

arriverai alle profondità di ogni pulsazione.

Cicatrizzerai quella cute per segnalarti ovunque…

da un polpastrello complice

la parvenza di quella pelle.

(Fabiola Paci)

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09

Faccio di un unico gesto

…abitudine.

Quell’ostinato desiderio

inaspettatamente tramuta il tempo

baratta tempi…fantasie…

e nel mio incalzare

asseconda l’inclinazione a quell’avere…

e non è mai rimpianto…ma già pretesa.

Faccio di quell’ abitudine

già vizio…

l’assuefazione irrinunciabile

al mio immaginare.

E’ bastato incontrarti

una volta…una soltanto

subito il vizio ad ogni tuo gesto

l’imperfezione già amata del prossimo cenno.

(Anonimo)

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876

Di nero mi vesto

– e mi nascondo –

per sembrare più magra

– per non sembrare –

per non apparire

confondermi tra la gente

per annullarmi così silenzionsamente …

una piuma non fa rumore

nemmeno quando cade…

Non mangiare

– sussurra la mente –

non alimentare quella vita

che ti è natura ostile

e quando è troppo il dolore nel cuore

il vuoto nello stomaco

fa ancor meno rumore.

Di nero mi vesto

e mi nascondo

vorrei tanto dormire

al mondo sparire come farfalla volare

per smettere di soffrire

andar via per non tornare

e non per un solo secondo.

Mi aggrappo al senso della vita

quando son sicura

d’aver toccato il fondo

all’istinto promordiale

di sopravvivenza

e alle ali leggere

di quella farfalla

affido i miei neri dispiaceri

perché volino lontano…

perché non li voglio più sentire.

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