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Archive for the ‘Barbara Brussa’ Category

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Sono nata libera,

e anche fra le lacrime sorrido.

Anche con le ali brutalmente strappate

e la carne annichilita,

segregata in una gabbia,

sorriderò sempre alla stupidità

di chi non sa che gli spiriti liberi

volano comunque in altre dimensioni,

irraggiungibili e inviolabili.

Se mai il destino avverso

dovesse trovarmi

in ginocchio sul pavimento,

sappia fin d’ora che l’anima mia

mai striscerà sul fango della vita,

giacché essa si muove vaporosa

in un altrove di cristallo.

Libera di volare nell’immenso.

Felicemente ancorata

a quel mio mondo interiore,

che risulta invisibile ad occhi che,

pur potendo vedere,

restano intrappolati

nella dannazione della cecità.

Uno spirito libero

che non si fa toccare da mani rozze.

Vivo in un mondo invisibile,

ma più reale e vero che mai.

(Barbara Brussa)

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8 (2)

Vivo in esile equilibrio

fra declini di memorie ostili

e il sorgere di nuovi sogni.

Con i piedi nel dramma

e le ali nel prodigio.

(Barbara Brussa)

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3

I graffi nell’anima

non si fanno con le unghie

ma con il detto o non detto

con il fatto o non fatto.

Con i gesti sbagliati

e le opportunità sprecate.

(Barbara Brussa)

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C’è un solo libro che leggo e rileggo

senza stancarmi mai: il libro della vita mia.

È stato scritto a quattro mani:

quelle del destino e le mie.

E, a bordo pagina, appunti sparsi

di chi ha voluto dare il proprio contributo.

Sentiti ringraziamenti a tutti…

ma una penna ce l’ho.

Lasciatemi continuare a scrivere la mia storia

come voglio. Come posso.

 

(Barbara Brussa)

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Non sempre è necessario capire.

A volte le risposte rimangono silenti

nel caldo nido delle emozioni sconvolgenti

che ci vengono date…

Sarebbe sufficiente leggere

le risposte lì dentro

respirandole piano senza svegliarle.

Distillandole goccia a goccia

da quegli occhi

che ci stanno parlando…

 

(Barbara Brussa)

 

 

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Mi vesto di tempo,

mi siedo sulle ali della pazienza…

Mi costa fatica, l’attesa mi strazia ma, da sempre,

quando non so che strada imboccare, mi siedo e aspetto.

Aspetto che la rabbia si freddi.

Quella pietra, che ero già pronta

a metterci sopra, la scanso un po’

perché non si può mettere una pietra sopra

a qualcosa che arde e brucia ancora…

Aspetto, e osservo il suo lento mutare.

Si spegnerà definitivamente,

in una straziante agonìa,

o un alito di vento le darà

una nuova energia.

Aspetto che la nebbia svanisca,

permettendomi di vedere oltre.

Paradiso o Inferno,

questo non conta più.

La nitidezza del paesaggio

è ciò che vado cercando!

Aspetto una voce che mi parli

e che mi indichi la via.

La voce del cuore e quella della ragione…

Le lascerò fare a pugni,

se necessario,

e che vinca la migliore!

 (Barbara Brussa)

 

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