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Archive for the ‘Guido Mazzolini’ Category

Sei l’acuto angolo di un gomito
l’incavo netto sulla tua guancia destra
il profilo di mosaico bizantino,
frulli dita affusolate
mentre ridi d’argento
e sei cattedrale di arcobaleni
oltre un temporale estivo.
Sfiori il mio fianco
salutandomi l’affanno
con schizzi vermigli di una tela spenta.
Striscio come una serpe
mi accomodo in te
per distrarre l’allegria
vestirmi del tuo odore
divenire strazio, il più recondito
dolore, la ruga nascosta
nella piega di un ginocchio.
Vorrei essere ferita che mai guarirà,
una lieve screpolatura
rossa di sangue rosso
sulle tue labbra sottili e maliziose.

 (Guido Mazzolini)

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Posa tra le mie braccia nude
quell’attimo invisibile di noi
il suono squillante di campane
nel ritrovare i nostri sguardi
l’oblio del disamore.
Posalo con occhi di bambina
con la purezza di un respiro solo
come la gemma più preziosa;
io farabutto e puttana
poeta del niente
che sfiora leggero il tuo viso
potessi seguire la curva della tua schiena
contarne le vertebre
sentirle ad una ad una sotto le dita
potessi calmare la sete
al centro preciso di te
e vivere come vivono gli astri,
per sempre e per un solo minuto.
Posa tra le mie braccia nude
lo spirito inquieto che danza
ritmando il bisogno di spazio e di cieli,
deserti e comete.
Non credere me consumato vestiario
scarno e sbiadito,
non chiudermi nel mausoleo del ricordo
dove tutto si copre di polvere,
ma posati in me, riposa l’affanno;
il tempo ha bisogno di tempo
per essere dono sublime.
Respiro l’assenza di te
e sono animale ferito

(Guido Mazzolini)

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Vorrei lasciare

tra le tue dita

una parte di me

la più piccola parte di me,

la più indifesa, smarrita.

La parte di me

che ha paura del buio

e dei sogni cattivi,

che spesso s’illude

di avere le ali

e di prendere il volo.

Vorrei lasciare

tra le tue dita

quel poco di me

che tu non comprendi

che tu non conosci.

(Guido Mazzolini)

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