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25158065_1778390502195048_7630632258764645699_nIo cerco sempre di comunicare

qualcosa di non comunicabile,

di spiegare qualcosa di inspiegabile,

di parlare di ciò che ho nelle ossa

e che soltanto in queste ossa

può essere vissuto.

(Franz Kafka)
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23519019_1675026009208135_1101528574627551084_nIo non sono fatta per la vita.

In me tutto è incendio!

Io sono una creatura

scorticata a nudo,

e tutti voi

portate una corazza.

Tutti voi avete:

l’arte, la vita sociale,

la famiglia, il dovere,

io,

nel profondo non ho nulla.

Tutto cade come pelle,

e sotto la pelle

carne viva, o fuoco.

(Marina Cvetaeva)

2017-11-29 17.00.44Da qui si doveva cominciare:
il cielo.
Finestra senza davanzale, telaio, vetri.
Un’apertura e nulla più,
ma spalancata.
Non devo attendere una notte serena,
né alzare la testa,
per osservare il cielo.
L’ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva dal basso.
Perfino le montagne più alte
non sono più vicine al cielo
delle valli più profonde.
In nessun luogo ce n’è più
che in un altro.
La nuvola è schiacciata dal cielo
inesorabilmente come la tomba.
La talpa è al settimo cielo
come il gufo che scuote le ali.
La cosa che cade in un abisso
cade da cielo a cielo.
Friabili, fluenti, rocciosi,
infuocati e aerei,
distese di cielo, briciole di cielo,
folate e cumuli di cielo.
Il cielo è onnipresente
perfino nel buio sotto la pelle.
Mangio cielo, evacuo cielo.
Sono una trappola in trappola,
un abitante abitato,
un abbraccio abbracciato,
una domanda in risposta a una domanda.
La divisione in cielo e terra
non è il modo appropriato
di pensare a questa totalità.
Permette solo di sopravvivere
a un indirizzo più esatto,
più facile da trovare,
se dovessero cercarmi.
Miei segni particolari:
incanto e disperazione.
(Wislawa Szymborska )

21768010_1687991057901660_1313939150871261501_nIo sono Eva, Signore.
E non voglio obbedirti
soltanto amarti
perché credo che l’Amore
contenga già l’Obbedienza.
Io sono Eva, Signore,
stanca di sacrifici
Eva che vuole gioire
perché crede che l’Allegria
contenga già il Servizio.
Io sono Eva, Signore,
anche senza figli,
perché una donna
anche con la mente è Madre
e il Grembo delle sue idee
da’ vita ad ogni Creazione.
Io sono Eva, Signore,
ed ho compreso che
“l’Amore per Sempre”
non era per Lui
non era per Te
ma era la sola Fedeltà possibile
che potevo garantire a me stessa.
Io sono Eva, Signore,
e oggi come ieri,
affronto il Lavoro
in casa e fuori.
Ma non nascondo più
la fatica di farlo
dietro il Sorriso ossequioso
della serva o della puttana.
E credo nella maternità,
ma non a costo della mia vita
e dell’Infelicità
di quelli che genero.
E credo nell’amore
ma non come Asservimento
del corpo,
del cuore,
dei pensieri.
E se qualcuno vuole Giocare con me
Prima deve addomesticarmi
come il Piccolo Principe
fece con la Volpe
e rinunciare
al dominio,
alle guerre
e agli eserciti
ai quali, nei secoli
è stato concesso
lo Stupro.
Perché io non sono più
una che si trasforma in albero
per sfuggire ai sottoprodotti maschili
del Violentatore Sacro
che, tante volte, qualcuno
ha chiamato “dio”.
Io sono Eva, Signore,
allevata, sfidando,
per miliardi di anni,
Roghi e Calunnie.
Eva
assai spesso Nemica
delle altre donne.
E, da sempre,
certamente
Sola.
Eppure
ancora spaventata
dalla Solitudine,
ancora terrorizzata
dall’Abbandono.
Eva che, però, ha deciso,
di non avere più Paura
di ciò che, in verità, Desidera:
la Libertà
anche a costo
della Solitudine.
Ho capito
Infatti,
Signore,
che esiste un terrore da abbattere
peggiore della Morte
e più potente di ogni Divinità.
Un terrore
sconfiggendo il quale
ogni libertà è possibile.
Quel terrore da abbattere
è la Paura della solitudine.
Ecco perché oggi,
Signore,
io sono Eva:
Libera e Sola.
E vengo, Felice,
ad incontrarti.

(Maria Rita Parsi)

15202729_10154078809648176_6715535217838807123_nTra il credere e il non credere

c’è uno spazio intermedio,

una specie di intercapedine

in cui vivono

gli sguardi inquieti.

Ero colta da una grande

estraneità.

La dimensione in cui mi

muovevo era mia

e di nessun altro.

C’era la realtà

e c’erano i pensieri.

Tra questi due spazi

l’intercapedine della poesia.

Era lì che vivevo,

distante e vicinissima,

né sopra, né sotto,

ma accanto alle cose.

(Anaïs Nin)

14955874_10154025995498176_1022592551938306866_n.pngLa vita è,

di fatto, una lotta.

Su questo punto

pessimisti e ottimisti

si trovano d’accordo.

Il male è insolente ed è forte;

la bellezza è stupenda,

ma è rara;

la bontà è spesso

soggetta a essere debole,

la follia a essere arrogante

e la malvagità

ad avere la meglio:

gli imbecilli ai posti d’onore

e i migliori in disparte;

e l’umanità,

nel suo complesso,

infelice.

(Henry James)