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Posts Tagged ‘lettera’

imageSpettabile Signor Futuro,
voglia gradire i sensi della mia più alta stima:
Le scrivo questa lettera per chiederLe una gentilezza. Auspico che perdonerà il disturbo che potrò arrecarLe.
No, non si spaventi, non voglio conoscerLa personalmente. Lei sarà sicuramente un uomo molto impegnato, e non immagino neppure quanta gente vorrà avere quest’onore, ma non io. Quando una zingara mi prende la mano io me la do a gambe prima che possa commettere una tale nefandezza.
E ciò nonostante, misterioso signore, Lei è la promessa che i nostri passi inseguono aspirando ad un senso ed un destino. Ed è questo il mondo, questo e non un altro, il posto dove Lei ci aspetta. A me e ai tanti altri che non credono negli dei che promettono altre vite nei remoti alberghi dell’Aldilà.
Ecco il problema. Stiamo perdendo il mondo. I violenti lo prendono a calci come se fosse una palla. Ci giocano i signori della guerra, come se fosse una bomba a mano. E i voraci lo spremono come un limone. Con quest’andazzo ho paura che prima di quanto pensiamo diventerà un sasso morto che gira nello spazio, senza terra, senz’acqua, senz’aria e senz’anima.
Sta qui il problema, Signor futuro. Io sollecito, noi sollecitiamo che Lei non si lasci sfrattare. Per esserci, per essere abbiamo bisogno che Lei continui ad esserci, che Lei continui ad essere. Che Lei ci aiuti difendere la sua casa, che è la casa del tempo.
Per favore faccia per noi quest’atto eroico. Per noi e per gli altri: gli altri che verranno domani, se mai avremo un domani.
Le porgo i più cari saluti.
Un terrestre.

(Eduardo Galeano)

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Cerco nei libri la lettera, anche solo la frase che è stata scritta per me

 e che perciò sottolineo, ricopio, estraggo e porto via.

Non mi basta che il libro sia avvincente, celebrato, né che sia un classico:

se non sono anch’io un pezzo dell’idiota di Dostoevskij,

la mia lettura è vana.

Perché il libro, anche il sacro, appartiene a chi lo legge

e non per il diritto ottenuto con l’acquisto.

Perché ogni lettore pretende che in un rotolo di libro

 ci sia qualcosa scritto su di lui.

 

(Alzaia, Erri De Luca)

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Scrivimi una lettera fra tanto tempo. 

Scrivimela a mano, con la tua calligrafia.

Prova a mandarmi tanti pezzi di cuore. 

Scrivimi come stai, dall’inizio alla fine, 

sei origine e polvere magica.

Oppure non scrivere niente, 

mandami la busta vuota con dentro la tua anima 

ed io senza scriverti niente, 

ovunque sarò ti risponderò 

e tu saprai sempre

riconoscerti nelle mie parole, solo tue.

C’è un bacio sul tavolo, me l’hai lasciato qui.

E ricordati non sempre ma spesso una cosa.

La tua vita può vedere tutti i miei desideri

perché i miei desideri hanno l’altezza dei tuoi occhi

(Massimo Bisotti)

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Una lettera, nel momento in cui la infili nella busta, cambia completamente.
Finisce di essere mia, diventa tua.
Quello che volevo dire io è sparito. Resta solo quello che capisci tu”.
(Cathleen Schine – La lettera d’amore)

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Le ho scritto una lettera.

Mi è sempre piaciuto scrivere lettere.

Le parole sono un corteggiamento violento.

Entrano dentro la carne di chi legge.

Le parole scritte fanno paura.

Ho sempre pensato che quando si scrive

venga fuori il ritmo dell’anima;

quando si parla si mente, quando si scrive no.

Non è possibile.

E’ come tirare fuori da sè qualcosa di vitale e spaventoso,

come un organo spiaccicato sulla carta.

Incartare un fegato e spedirlo, questo è scrivere.

Non ricordo cosa le ho scritto.

So che volevo dirle qualcosa.

Volevo che sentisse con le mie parole,

che entrasse in una volta sola.

Che scivolasse rapida e pesante al centro.

Dritta dentro di me.

(Simona Vinci)

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