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Posts Tagged ‘Milan Kundera’

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Gli uomini che inseguono una moltitudine di donne possono facilmente essere distinti in due categorie.

Gli uni cercano in tutte le donne la donna dei loro sogni, un’idea soggettiva e sempre uguale.

Gli altri sono mossi dal desiderio di impadronirsi dell’infinita varietà del mondo femminile oggettivo. L’ossessione dei primi è lirica:

nelle donne essi cercano se stessi, il proprio ideale, e sono sempre e continuamente delusi perchè l’ideale, com’è noto, è ciò che non è mai possibile trovare. Poichè la delusione che li spinge da una donna all’altra dà alla loro incostanza una sorta di scusa romantica, molte donne sentimentali sono commosse dalla loro ostinata poligamia.

L’altra ossessione è un’ossessione epica e in essa le donne non trovano nulla di commovente: l’uomo non proietta sulle donne alcun ideale soggettivo, perciò ogni cosa lo interessa e nulla può deluderlo.

E proprio questa incapacità di rimanere delusi ha in sé qualcosa di scandaloso.

Agli occhi della gente, l’ossessione del donnaiolo epico appare senza riscatto (senza il riscatto della delusione). Poichè il donnaiolo lirico insegue sempre lo stesso tipo di donna, nessuno si accorge che egli cambia amante; gli amici gli causano continui malintesi, perchè non sono capaci di distinguere le sue amiche e le chiamano tutte con lo stesso nome.

Nella loro caccia alla conoscenza, i donnaioli epici (e a questa categoria appartiene ovviamente Tomàs) si allontanano sempre di più dalla bellezza femminile convenzionale, della quale si stancano presto, e finiscono irrimediabilmente per diventare dei collezionisti di curiosità.

(Milan Kundera)

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Contro i sentimenti siamo disarmati, poiché esistono e basta – e sfuggono a qualunque censura.

Possiamo rimproverarci un gesto, una frase, ma non un sentimento su di esso non abbiamo alcun potere.

(Milan Kundera “L’identità”)

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Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone. L’uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni.

Come un attore che entra in scena senza aver mai provato.

Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa?

Per questo la vita somiglia sempre a uno schizzo.

Ma nemmeno “schizzo” è la parola giusta, perché uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro.

(Milan Kundera)

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