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Posts Tagged ‘Silvana Stremiz’

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Esiste un luogo “sacro” che si chiama anima.

Laddove tutto quello che conta

si incide in modo indelebile.

Parole gesti e pensieri

sono fotografati per l’eternità.

Perciò … quando bussi a quella “porta”

prima di entrare…

lima le unghie

togli le scarpe

spogliati delle bugie

e vestiti solamente di te…

sii te stesso.

(Silvana Stremiz)

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2 (2)

Mi sono persa in un sogno,

impossibile fatto di fantasia

di illusioni e pazzia.

Un sogno che valso

un brivido sotto pelle

un emozione che toglieva il respiro

Un sogno che valeva la vita

un momento di intenso follia

fatti di tanti giorni infiniti

Mi sono persa nell’impossibile

ma l’impossibile mi dava la vita.

(Silvana Stremiz)

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3 (3)

Non pensare di poter dimenticare

chi hai amato veramente,

chi è stato respiro del tuo cuore.

E’ un’utopia credere di poterlo fare.

Lo potrai “odiare”, rimpiangere, disprezzare

ma farà sempre parte di una “fotografia eterna”

del tuo cuore nel bene e nel male.

Si dimenticano

solo le persone che non contano.”

(Silvana Stremiz)

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1 (2)

Le cicatrici servono.

Servono a ricordare che ci si può far male,

che esistono i bastardi.

Ma a volte siamo noi, l’unico “bastardo” che abbiamo davvero incontrato.

L’unico in grado di farci del male davvero.

Ci ricordano che vivere non è semplice, decidere non è semplice.

Basta giocare una carta sbagliata e può finire una partita.

Le cicatrici servono a renderci più forti e invulnerabili,

a costruire muri invalicabili fra noi e il dolore,

fra noi e il nostro cuore, fra noi e il mondo,

fra noi e le bugie, fra noi e la verità,

fra noi e la nostra anima.

Le cicatrici sono bastarde,

sanguinano all’improvviso

e ci riportano indietro nel tempo “di quel dolore”,

ma servono a farci crescere, a renderci impenetrabili ad altro dolore.

A renderci abbastanza forti da non soffrire ancora.

(Silvana Stremiz)

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1 (3)È strana la vita,

estremamente eccitante e misteriosa,

bastarda e intrigante fino all’ultimo respiro.

Sembra prendersi gioco di noi,

con il suo dare e il suo togliere;

con quei sogni che ci dona e che poi uccide

mentre prendono il volo;

con quelle giornate tipicamente apatiche,

senza nulla,

poi all’improvviso accade di tutto,

rendendola magica,

facendoci esclamare

“ma che meraviglioso viaggio che è sta vita”.

 

(Silvana Stremiz)

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1

Ora ti guardo con gli occhi della verità

Vedo tutto senza false illusioni

Ho preso il treno sbagliato

ancora un viaggio nel ridicolo

a farmi incantare da belle parole

Regina per un attimo di mille illusioni.

Com’è stupido il cuore

ascolta sempre quello che vuole

non vede né sente l’evidente

Quando è in preda alla passione

il nero appare bianco

il mare è senza sale

e il cielo senza nuvole

anche quando piove.

Ma poi…

arriva sempre l’ora della verità

si scatena come il vento della tempesta

s’innalza l’onda col sapore del sale

il bianco si tinge di nero

e Dio quanto fa male mentre

il cielo si riempie di nuvole

e scende lentamente quella lacrima amara

che si chiama consapevolezza.

(Silvana Stremiz)

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3 (2)

“Ci sono dei giorni “stronzi” da incubo che vorresti poter cancellare dal calendario dei ricordi, strapparli dalle pagine della tua vita. Sono quei maledetti giorni che ti hanno tolto il respiro, fracassato la tua anima e fatto a pezzo i tuoi sogni… e per quanto la tua anima urli pietà, la pietà non ti viene concessa. I ricordi si prendono possesso di te, come un’ombra ti seguono rendendo la tua giornata un inferno.”

(Silvana Stremiz)

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