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Archive for giugno 2016

Kmu90Questa donna che vedi qui
non ha nulla.
Le sue mani non conoscono anelli
però annidano farfalle,
non ha altro ornamento
sul suo petto
che due dritti smeraldi,
né altro vestito che la copre
che le impronte che un amante
le avrebbe lasciato.
Questa donna che vedi qui
cammina da sempre a piedi scalzi
e non ha passaporto,
né carta d’identità,
né speranza,
ma le avanzano strade,
terre profonde e lontane,
e anche se non ha nome
gli uccelli la chiamano.
Questa donna che vedi qui
non ha casa…
e come letto la basta un sorriso,
si affaccia sul mondo
dalla sua unica finestra
che segna che è viva.
Questa donna che vedi qui
non ha nulla più
di un grande amore distante
per cui le germogliano
mille stelle nel ventre,
per cui si veste di luce,
per cui tace,
per cui le nuvole le s’incendiano,
per cui le notti non finiscono.
Questa donna che vedi qui
a volte neanche sa se in realtà esiste
e allora si trasforma in fragile erba,
o in raffica di vento che spaventata
corre a rifugiarsi nella tua parola.
( Aída Elena Párraga )

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bf19dce531c623742e9ced98e160215eTutti abbiamo bisogno talora di un complice,
qualcuno che ci aiuti a usare il cuore.
Che ci aspetti orgoglioso nelle vecchie stanze,
che denudi il passato e disarmi il dolore.

Prodigioso/unico/padrone del suo silenzio.
Qualcuno rimasto nel quartiere dove nascemmo o
che perlomeno si accolli i nostri rimpianti
finché la coscienza non apponga il suo perdono.

Complice dell’immaginario ci difende dal mondo,
dalla sciabolata del raggio e dalle fiamme del sole.
Tutti abbiamo bisogno talora di un complice,
qualcuno che ci aiuti a usare il cuore
(Mario Benedetti)

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12360045_1725656050999395_426307861041064165_nA tradimento ho deciso oggi,
di assassinare alcune parole
Amicizia è condannata
al rogo, per eresia;
la forca spetta
ad Amore perché illeggibile;
non sarebbe male il vile randello,
per apostasia, per Solidarietà;
la ghigliottina come un lampo,
deve fulminare Fratellanza;
Libertà morirà
lentamente e con dolore;
la tortura è il suo destino.
Uguaglianza merita la forca
per essersi prostituita
nel peggior bordello.
Speranza è già morta.
Fede soffrirà la camera a gas;
il supplizio di Tantalo, perché disumana,
se lo prende la parola Dio.
Fucilerò senza pietà Civiltà
per la sua barbarie;
berrà la cicuta Felicità.
Resta la parola Io. Per essa,
per la tristezza, per la sua atroce solitudine,
decreto la peggiore delle pene:
vivrà con me fino
alla fine.
(Marìa Mercedes Carranza)

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12376737_879514385489723_3274676694318238523_nCome farti capire

che c’è sempre tempo?

Che uno deve solo cercarlo e darselo,

Che nessuno stabilisce norme

salvo la vita,

Che la vita senza certe norme

perde forma,

Che la forma

non si perde con l’aprirci,

Che aprirci non è amare

indiscriminatamente,

Che non è proibito amare,

Che si può anche odiare,

Che l’odio e l’amore sono affetti,

Che l’aggressione è perché

sì ferisce molto,

Che le ferite si rimarginano,

Che le porte non devono chiudersi,

Che la maggiore porta è l’affetto,

Che gli affetti ci definiscono,

Che definirsi non è

remare contro corrente,

Che non quanto

più forte si fa il segno

più lo si scorge,

Che cercare un equilibrio

non implica essere tiepido,

Che negare parole

implica aprire distanze,

Che trovarsi è molto bello,

Che il sesso fa parte

del bello della vita,

Che la vita parte dal sesso,

Che il “perché” dei bambini

ha un perché,

Che voler sapere di qualcuno

non è solo curiosità,

Che volere sapere

tutto di tutti

è curiosità malsana,

Che non c’è nulla di meglio

che ringraziare,

Che l’autodeterminazione

non è fare le cose da solo,

Che nessuno vuole essere solo,

Che per non essere solo devi dare,

Che per dare dovemmo

prima ricevere,

Che affinché ci dìano

bisogna sapere anche come chiedere,

Che sapere chiedere non è regalarsi,

Che regalarsi è, in definitiva,

non amarsi,

Che affinché ci vogliano dobbiamo

dimostrare che cosa siamo,

Che affinché qualcuno “sia”

bisogna aiutarlo,

Che aiutare è poter

incoraggiare ed appoggiare,

Che adulare non è aiutare,

Che adulare è tanto pernicioso

come girare la faccia,

Che faccia a faccia le cose sono oneste,

Che nessuno è onesto

perché non ruba,

Che quello che ruba

non è ladro per suo piacere,

Che quando non c’è piacere nelle cose

non si sta vivendo,

Che non ci si deve dimenticare

che esiste la morte,

Che si può essere morto in vita,

Che si sente col corpo e la mente,

Che si ascolta con le orecchie,

Che costa essere sensibile e non ferirsi,

Che ferirsi non è dissanguarsi,

Che alziamo muri

per non essere feriti,

Che chi semina muri

non raccoglie niente,

Che quasi tutti siamo

muratori di muri,

Che sarebbe meglio costruire ponti,

Che su di essi si va all’altro lato

e si torna anche,

Che ritornare non implica retrocedere,

Che retrocedere può essere anche

avanzare,

Che non per il molto portarsi avanti

si leva prima il sole,

Come farti sapere che nessuno

stabilisce norme salvo la vita?

Come farti sapere

che c’è sempre tempo?

(Mario Benedetti)

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13315638_1796214693943530_2333944207624027014_nC’è una parte di me

che è intoccabile.

Non prendertela con lei.

Sono disposta a difenderla

con le unghie e i denti

calci e pugni.

Con la stessa vita.

Perché è l’essenza della mia vita

è la mia spiegazione

è il punto di partenza

è l’inizio.

Per difenderla

non distinguo gli amici dai nemici.

L’indecisione si fa certezza.

Lì non ci sono dubbi.

Tutto è stabile.

Per difendere questo bastione

Il prezzo da pagare

È la vita stessa.

No. Non mi cambierai. 

(Fanny Becerra Vergara)

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Un’altra non sa quello che so:
che attraverso l’amore si diffonde la vita
nell’imminenza del fulmine
dell’intenso piacere senza conforto
nel versarsi delle anime e dei corpi.

Un’altra non sa quello che so:
che il darsi è allegro come un mattino
pieno di spighe di dorato grano
splendenti al sole
radiante e unico
irripetibile e tacito negli addii
e nel suo finale di solitudine.

Un’altra non sa quello che so:
che allo stare in me
raggiungi il dominio della vita,
l’impero della verità,
il compimento del sogno eterno,
uniti da un amore indomito e passeggero,
intrecciati in un abbraccio senza destino.

Un’altra non sa quello che so:
la predisposizione al nulla
alla dimenticanza, al non essere
per la provvisorietà del tempo
e dei sogni dell’amore,
per la profondità del desiderio
e il suo mistero irrivelabile
dove noi ci sommergiamo.

(Cecilia Dulcey)

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2016-06-07 23.52.38Voglio stare con te nell’acqua

sentire nella trasparenza

il peso del corpo.

Essere un volume solido

in mezzo a ciò che fluisce

sotto un cielo aperto

-nuvole diluite e trasparenti-

Essere colore, forma definita

contro la schiuma e l’aria.

Essere ombra tra le lucentezze

che si accendono e spengono

Superficie per il colpo liquido

della marea

e il suo abbandono.

Essere corpo

e possedere i suoi limiti.

(María Soledad Quiroga)

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