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Archive for dicembre 2015

933Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna.

E sono diventati così invadenti e così fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.

Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.

Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell’immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno più nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d’inventario dai nostri sciocchissimi antenati.

(Antonio Gramsci)


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La perfezione mi fa schifo, mi repelle.

Tutte quelle donne e quegli uomini

che cercano la perfezione

negli stereotipi creati

della società mi fanno venire il vomito.

Fottuti manichini di carne,

senza personalità o amore per se stessi.

Stessi vestiti, stessa musica,

stesse espressioni, stessi cibi,

stesse scopate, stesse auto,

stesse vite…e alla fine?

Stessi suicidi neurali di massa.

Perché vivere come un automa

è senza ombra di dubbio un suicidio.

Quando tutti si è uguali,

tutti si è nessuno.

La perfezione è un uccellino in gabbia

che vive, mangia, caga e muore

con il solo scopo d’essere ammirato.

Io voglio vivere libero,

spiumato, infreddolito,

denutrito

ma libero.”

 (Charles Bukowski)

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Niente vale più della risata e del disprezzo.

E’ necessario ridere e abbandonarsi.

essere crudeli e leggeri.

La tragedia è la cosa più ridicola che “l’uomo” ha,

ma sono sicura, che gli animali anche se “soffrono”,

non esibiscono la loro “pena”

in “teatri”– “aperti” nè “chiusi” ( i “focolari” ).

e il loro dolore è più vero

di qualunque immagine ogni uomo possa

“rappresentare” o sentire come dolorosa..

 (Dal diario intimo di Frida )

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A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati

(Alda Merini)

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Il mio vicino può essere

un assassino

un commediante

o un venditore di amuleti

non lo so.

Solo conosco 

le sue lunghe lacrime del sabato notte

Il pianto suole durare fino alle 2

lo ascolto di settimana in settimana

perché anche io non esco.

Questa infiltrazione

trapassa la mia solitudine

La prima volta che le immagini sonore

sono arrivate a rompere il bianco silenzio

ho pensato si trattasse di una donna

poi di un bambino

alla fine ho scoperto

che l’epicentro del dolore

era il corpo di un uomo

che vestito di nero e sorriso

vedevo ogni mattina nell’ascensore.

(Juliana Bonacci)

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I soli si guardano le pupille

da dentro, dove c’è un labirinto

che finisce in se stessi.

(Xavier Oquendo Troncoso)

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Basically what we have here is a dreamer. Somebody out of touch with reality. When she jumped, she probably thought she'd fly • Jeffrey Eugenides:

Vorrei essere ciò che ho voglia di essere

– dietro il sipario della follia:

mi occuperei dei fiori per tutto il giorno;

dipingerei il dolore,

l’amore e la tenerezza,

riderei di tutto cuore dell’idiozia degli altri

e tutti direbbero: poverina, è matta.

(Soprattutto, riderei di me.)

Costruirei un mondo che,

finché vivessi,

andrebbe d’accordo con tutti i mondi. […]

(Frida Kahlo)

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