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76 L’ altra notte ho messo la faccia nel buio

non c’era che la mia faccia

non c’era niente

non si muoveva un solo rumore..

né una sola evidenza animava al soprassalto

neanche il sospetto di

una assenza concentrata in ombra

C’era solo la pressione del nero sugli occhi

con quella della nuca sul cuscino

e tutto attorno, qualcosa tutt’attorno

conteneva quell’oscurità e me.

(Pierluigi Cappello)

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Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.

Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma.

Ormai non ho tempo per riunioni interminabili, dove si discute di statuti, norme, procedure e regole interne, sapendo che non si combinerà niente…
Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.
Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in riunioni dove sfilano persone gonfie di ego.
Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi, che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati.
Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena dei titoli.
Il mio tempo è troppo scarso per discutere di titoli.
Voglio l’essenza, la mia anima ha fretta…
Senza troppe caramelle nella confezione…
Voglio vivere accanto a della gente umana, molto umana.
Che sappia sorridere dei propri errori.
Che non si gonfi di vittorie.
Che non si consideri eletta, prima ancora di esserlo.
Che non sfugga alle proprie responsabilità.
Che difenda la dignità umana e che desideri soltanto essere dalla parte della verità e l’onestà.
L’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta.
Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone…
Gente alla quale i duri colpi della vita, hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell’anima.
Sì… ho fretta… di vivere con intensità, che solo la maturità mi può dare.
Pretendo non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono…
Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato fin’ora.
Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza. Spero che anche il tuo lo sia, perché in un modo o nell’altro ci arriverai…”

(Mario de Andrade)

994acdff5cc8d994d08e46628b4b6d7dNon si ama con il cuore,

si ama con l’anima

che si impregna di storia.

Non si ama se non si soffre

e non si ama se

non si ha paura di perdere.

Ma quando ami vivi,

forse male,

forse bene,

ma vivi.

Allora muori

quando smetti di

amare,

scompari

quando non sei più amato.

Se l’amore ti ferisce,

cura le tue

cicatrici e credici,

sei vivo.

Perchè vivi per chi ami

e per chi ti ama. 

(Alda Merini)

JhbLa miglior poesia si scrive

guardando fuori dalla finestra,

le case, le strade,

le donne che stendono i panni,

le antenne e gli alberi uniti

in una breve oscillazione ventosa.

Poi una seconda buona strofa

la scrivi guardando dentro,

il letto sfatto, l’armadio,

la scrivania da sempre instabile,

il decoro o la mancanza di decoro,

o meglio pulizia, sono indifferenti.

Poi viene la terza strofa,

quella ruminata dai denti mentali,

dal mal di stomaco metafisico,

o magari dalla pantomima

del dolore:

per intenderci,

quella che è meglio non scrivere.

(Franco Foschi)

Son fatta di
sogni infranti
dettagli inosservati
amori irrisolti

Son fatta di
pianti senza ragione
persone nel cuore
atti impulsivi

Sento la mancanza di
luoghi che non ho conosciuto
esperienze che non ho vissuto
momenti che ho già dimenticato

Sono
amore e affetto costante,
distratta quanto basta
non mi fermo un istante

Già
ho avuto notti insonni
ho perso persone molto care
ho fatto cose non promesse

Molte volte
ho desistito senza tentare
ho pensato a volte di fuggire, per non affrontare
ho sorriso per trattenere il pianto

Sono dispiaciuta
per le cose non cambiate
le amicizie non coltivate
chi ho giudicato
ciò che ho detto

Ho nostalgia
delle persone che ho conosciuto
dei ricordi che ho dimenticato
ed altri che temo di dimenticare,
degli amici che ho perso

Ma continuo a vivere
e imparare.

(Martha Medeiros)

266Mi piace il verbo “resistere”.

Resistere a ciò che ci imprigiona,

ai pregiudizi,

ai giudizi affrettati,

alla voglia di giudicare,

a tutto ciò che è sbagliato in noi

e non chiede altro che esprimersi,

alla voglia di arrendersi,

al bisogno di lamentarsi,

al bisogno di parlare di sé

a scapito dell’altro,

ai modi,

alle ambizioni malsane,

allo smarrimento ambientale.

Resistere… e sorridere.

(La frase citata da Marc Levy all’inizio della sua opera è di Emma Dancourt)

La mia solitudine non è sola:
sta con me.
Mi accompagna ovunque
io vada: dorme nel mio letto
mangia dalla mia mano: respira
l’aria che respiro.
Mi parla con la mia voce
cammina come io camino
sente quello che io sento.
Solo una volta la mia solitudine
si é allontanata da me
mi ha abbandonato: è partita.
È stata quella sera che conobbi
la donna della mia vita.
Mesi e mesi senza la mia solitudine
Notte dopo notte con il mio grande amore
occupando lo spazio
dell’abbandono
Finché un giorno tutto è finito
come sempre finiscono
gli amori eterni:
in un batter d’occhio.
E adesso
sono tornato a casa mia
La mia solitudine mi riceve
a braccia aperte
non mi dice nulla
non mi rinfaccia nulla
mi abbraccia mi consola.
Piange con me.

(Óscar Hahn)