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001be7e9ca3edc19afb541a95f6b72ccSono un refuso

di inutile poesia

consonanti raccolte

con disordine perfetto

dipingo una me stessa

che abbia qualche suono

ma come acquarello

mi dissolvo.

(Tina Alessi)

 L’uomo immaginario

vive in una dimora immaginaria

circondata da alberi immaginari

sulla riva di un fiume immaginario

Ai muri che sono immaginari

sono appesi antichi quadri immaginari

irreparabili crepe immaginarie

che rappresentano fatti immaginari

accaduti in mondi immaginari

in luoghi e tempi immaginari

Tutte le sere sere immaginarie

sale le scale immaginarie

e si affaccia al balcone immaginario

a guardare il paesaggio immaginario

che consiste in una valle immaginaria

circondata da colline immaginarie

Ombre immaginarie

vengono per il cammino immaginario

cantando canzoni immaginarie

alla morte del sole immaginario

E nelle notti di luna immaginaria

sogna la donna immaginaria

che le offrì il suo amore immaginario

torna a sentire quello stesso odore

quello stesso piacere immaginario

e torna a palpitare

il cuore dell’uomo immaginario 

(Nicanor Parra)

13876170_1824292604469072_8152404814173156285_nTi meriti un amore

che ti voglia spettinata,

con tutto e le ragioni

che ti fanno

alzare in fretta,

con tutto e i demoni

che non ti lasciano dormire.

Ti meriti un amore

che ti faccia sentire sicura,

in grado di mangiarsi il mondo

quando cammina accanto a te,

che senta che i tuoi abbracci

sono perfetti per la sua pelle.

Ti meriti un amore

che voglia ballare con te,

che trovi il paradiso

ogni volta che

guarda nei tuoi occhi,

che non si annoi mai

di leggere le tue espressioni.

Ti meriti un amore

che ti ascolti quando canti,

che ti appoggi

quando fai la ridicola,

che rispetti il tuo essere libera,

che ti accompagni nel tuo volo,

che non abbia paura di cadere.

Ti meriti un amore

che ti spazzi via le bugie

che ti porti il sogno,

il caffè

e la poesia.

( Frida Kahlo)

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No è No

e c’è un solo modo di dirlo.

No.

Senza stupori, ne indugi,

né punti sospensivi.

No, si dice in un solo modo.

È corto, veloce, monocorde,

sobrio, conciso.

No.

Si dice una sola volta, No.

Con la medesima intonazione, No.

Un No che ha bisogno di una lunga camminata

o di una riflessione nel giardino,

non è un No.

No, ha la brevità di un secondo.

E’ un No per l’altro,

perché lo è già stato per noi stessi.

No è No, qui, e molto lontano da qui.

Dire No, è l’ultimo atto di dignità.

Il No è la fine di un libro,

senza più capitoli né seconde parti.

Il No non si dice via lettera,

non si dice con i silenzi, a bassa voce,

o urlando, o con la testa china,

o guardando da un’altra parte,

o con dei simboli ribaltati;

nemmeno con pena,

e men che meno con soddisfazione.

No è no, perché No.

Quando il No è No,

si guarda negli occhi

e il No si stacca naturalmente dalle labbra.

La voce del No non è né tremula

né vacillante, né aggressiva,

non si lascia dietro dei dubbi.

Quel No non è una negazione del passato,

è una correzione del futuro.

E solo chi sa dire No

imparerà un giorno a dire Sì.

(Hugo Finkelstein)

 

2016-08-04 18.55.07Non è facile invecchiare con garbo.
Bisogna accertarsi della nuova carne, di nuova pelle,
di nuovi solchi, di nuovi nei.
Bisogna lasciarla andare via, la giovinezza, senza
mortificarla in una nuova età che non le appartiene,
occorre far la pace con il respiro più corto, con
la lentezza della rimessa in sesto dopo gli stravizi,
con le giunture, con le arterie, coi capelli bianchi all’improvviso,
che prendono il posto dei grilli per la testa.
Bisogna farsi nuovi ed amarsi in una nuova era,
reinventarsi, continuare ad essere curiosi, ridere
e spazzolarsi i denti per farli brillare come minuscole
cariche di polvere da sparo. Bisogna coltivare l’ironia,
ricordarsi di sbagliare strada, scegliere con cura gli altri umani, allontanarsi dal sé, ritornarci, cantare, maledire i guru,
canzonare i paurosi, stare nudi con fierezza.
Invecchiare come si fosse vino, profumando e facendo
godere il palato, senza abituarlo agli sbadigli.
Bisogna camminare dritti, saper portare le catene,
parlare in altre lingue, detestarsi con parsimonia.
Non è facile invecchiare, ma l’alternativa sarebbe
stata di morire ed io ho ancora tante cose da imparare.

(Cecilia Resio)

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Mi dichiaro colpevole

di sognare a voce alta

di fidarmi dell’altro

di cercare la poesia.

Mi dichiaro colpevole

di dire quello che sento

di scommettere sul sentire

di credere nel detto.

Mi dichiaro colpevole

di sentire che è possibile

piangere un’assenza

lottare un incontro.

Mi dichiaro colpevole

di vivere un altro tempo

di fidarmi di un gesto

di insistere per la verità

Mi dichiaro colpevole

Si.

Mi dichiaro colpevole. 

(Araceli Mariel Arreche )

problemi-con-persone La mia stanchezza

la mia angoscia

la mia allegria

la mia paura

la mia umiltà

le mie notti tutte

la mia nostalgia dell’anno

millenovecentotrenta

il mio senso comune

la mia ribellione.

Il mio sdegno

la mia crudeltà e la mia pena

il mio abbandono

il mio pianto

la mia agonia

la mia eredità irrinunciabile e dolorosa

la mia sofferenza

in fine

la mia povera vita. 

(Idea Vilariño)