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Archive for marzo 2018

54rNon credo che tu sia

la persona in grado

di guarirmi

dalle ferite interiori;

ma forse,

in questa fase

della mia vita,

non ho tanto bisogno

di un medico

quanto di una persona

che ha una ferita

simile alla mia.

(David Grossman)

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853A ridere c’è il rischio

di apparire sciocchi;

a piangere c’è il rischio

di essere chiamati sentimentali;

a stabilire un contatto con un altro

c’è il rischio di farsi coinvolgere;

a mostrare i propri sentimenti

c’è il rischio di mostrare
il vostro vero io;

a esporre le vostre idee

e i vostri sogni

c’è il rischio d’essere

chiamati ingenui;

Ad amare c’è il rischio

di non essere corrisposti;

a vivere c’è il rischio di morire;

a sperare c’è il rischio

della disperazione

e a tentare c’è il rischio

del fallimento.

Ma bisogna correre i rischi,

perché il rischio più grande

nella vita

è quello di non rischiare nulla.

La persona che non rischia nulla,

non è nulla e non diviene nulla.

Può evitare la sofferenza

e l’angoscia,

ma non può imparare

a sentire

e cambiare e progredire

e amare e vivere.

Incatenata alle sue certezze,

è schiava.

Ha rinunciato alla libertà.

Solo la persona che rischia

è veramente libera.

(Leo Buscaglia)

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Gt5Ancor peggio

della convinzione del no,

l’incertezza del forse

è la disillusione di un”quasi”.

E’ il quasi che mi disturba,

che mi intristisce, che mi ammazza

portando tutto quello

che poteva essere stato

e non è stato.

Chi ha quasi vinto gioca ancora,

Chi è quasi passato studia ancora,

Chi è quasi morto è vivo,

Chi ha quasi amato non ha amato.

Basta pensare alle opportunità

che sono scappate tra le dita,

alle opportunità che si

perdono per paura,

alle idee che non usciranno

mai dalla carta

per questa maledetta mania

di vivere in autunno.

Mi chiedo, a volte,

cosa ci porta a scegliere

una vita piatta;

o meglio, non mi chiedo,

contesto.

La risposta la so a memoria,

è stampata nella distanza

e freddezza dei sorrisi,

nella debolezza degli abbracci,

nell’indifferenza dei “buongiorno”

quasi sussurrati.

Avanza vigliaccheria

e manca coraggio

perfino per essere felice.

La passione brucia,

l’amore fa impazzire,

il desiderio tradisce.

Forse questi possono essere motivi

per decidere tra allegria e dolore,

sentire il niente,

ma non lo sono.

Se la virtù stesse proprio

nei mezzi termini,

il mare non avrebbe le onde,

i giorni sarebbero nuvolosi

e l’arcobaleno in toni di grigio.

Il niente non illumina,

non ispira, non affligge,

nè calma,

amplia solamente il vuoto

che ognuno porta dentro di sè.

Non è che la fede muova le montagne,

nè che tutte le stelle

siano raggiungibili,

per le cose che non possono
essere cambiate

ci resta solamente la pazienza,

però, preferire la sconfitta

anticipata al dubbio della vittoria

è sprecare l’opportunità di meritare.

Per gli errori esiste perdono;

per gli insuccessi, opportunità;

per gli amori impossibili, tempo.

A niente serve assediare

un cuore vuoto

o risparmiare l’anima.

Un romanzo la cui fine

è istantanea

o indolore non è un romanzo.

Non lasciare che

la nostalgia soffochi,

che la routine ti abitui,

che la paura ti impedisca di tentare.

Dubita del destino e

credi a te stesso.

Spreca più ore realizzando

piuttosto che sognando,

facendo

piuttosto che pianificando,

vivendo piuttosto

che aspettando perchè,

già che chi quasi muore è vivo,

chi quasi vive è già morto!!!

(Luis Fernando Verissimo)

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54rfAveva cosí tanta fame d’amore

che quel semplice complimento

racchiuso in quelle poche parole,

le sembró meraviglioso

anche se le mostró

quanto arida

fosse oramai

diventata la sua vita….

Pianse.

Lacrime amare

in cui annegó

la sua amara

consapevolezza

(Elisena Fognani)

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7_Era diversa da tutto il resto.

Semplice per certi versi,

complicata per altri.

Aspetto serio,

a tratti malinconico,

forse un pò arrabbiato

con la vita.

Ma c’era una dolcezza

che aspettava di essere trovata,

una passionalità

che meritava di essere scoperta.

C’erano sorrisi

che attendevano

di diventare veri.

C’erano sogni,

cumuli di sogni,

da liberare dal letargo,

finalmente.

(Angelo De Pascalis)

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7ugLei era una donna davvero unica,
delicata, ma appesantita dalla monotonia della vita.
Teneva tutto dentro di sé, 
ed aveva l’eleganza nell’anima.
Non inseguiva più nessun uomo
e da sempre rifiutava gli amori complicati,
desiderava solo leggerezza,
volare lontano.
C’era qualcosa di brillante in lei, di effimero,
anche se non di etereo,
ricordava un drink secco appena sorseggiato.
Pochi capivano che per lei non c’era nessuna differenza
tra sorridere o piangere.
Lei aveva scelto il sorriso
e una ricercata, inaspettata armonia di gesti.
Sorrideva spesso, perché si sentiva più protetta.
Più sicura di sé.
Ecco perché sorrideva.
Ecco perché la credevano felice.”
(Agostino Degas)

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8769Una donna è la storia
delle sue azioni
e dei suoi pensieri,
di cellule e neuroni,
di ferite e di entusiasmi,
di amori e disamori.
Una donna è inevitabilmente
la storia del suo ventre,
dei semi che vi si fecondarono,
o che non furono fecondati,
o che smisero di esserlo,
e del momento, irripetibile,
in cui si trasforma in una dea.
Una donna è la storia
di piccolezze, banalità,
incombenze quotidiane,
è la somma del non detto.
Una donna è sempre la storia
di molti uomini.
Una donna è la storia
del suo paese, della sua gente.
Ed è la storia delle sue radici
e della sua origine,
di tutte le donne
che furono nutrite
da altre che le precedettero affinché  lei potesse nascere:
una donna è
la storia del suo sangue.

(Marcela Serrano)

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