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Archive for giugno 2017

“Lei…”

36f9ff310a0df69ef5c04c879648f81aLei è penetrata

in un recinto

della mia intimità

che era rimasto

ermeticamente chiuso

e che io stesso

non conoscevo.

Nei suoi gesti,

nell’odore della sua pelle,

nel suo modo di guardarmi,

immediato, intenso,

in un breve intervallo

che mi lasciava imbevuto

in una travolgente tenerezza,

nella sua dipendenza

fatta di accettazione

irriflessiva e assoluta,

aveva la virtù

di riscattarmi all’istante

dalle mie perplessità

e ossessioni,

dai miei avvilimenti

e cadute

o dalle mie semplici

occupazioni quotidiane,

per lasciarmi

in una sorta

di circolo radioso,

fatto di palpitante energia,

di vigorosa certezza,

come l’azione sconosciuta

di una droga sconosciuta

che avesse il potere

di concedere

la felicità

senza ombre.

(Alvaro Mutis)

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822a7a1786a17ecc93daf265f914a4e8Era strana,

o forse era solo diversa

dalle altre persone.

Era una di quelle persone

che non parlava,

che provava a stare

accanto a tutti,

ma non a sé stessa.

Che aiutava tutti

ma non si permetteva

di chiedere aiuto

e nessuno

ha mai capito

il perché.

Dentro di lei

c’era di tutto,

la rabbia, l’odio,

l’amore, la tristezza,

il sollievo, i pensieri,

le parole, le melodie,

il mare, l’oceano,

il cielo di primavera,

la poesia, la felicità,

aveva di tutto,

ma nessuno

riusciva a vederlo.

Era un vulcano inesploso,

dentro aveva di tutto,

dentro aveva l’universo

ma nessuno lo sapeva.

(Anonimo)

 

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5f5a34f22f24b607f105a4860bfd853bL’hai amata, vero?”
Lui sospirò.
“Come posso risponderti? Lei era matta” sorrise, perso in qualche ricordo.
Si passò una mano fra i capelli: “Dio, se era tutta matta. Ogni giorno mi svegliavo accanto a una donna diversa, una volta intraprendente, l’altra impacciata. Una volta esuberante, l’altra timida. Era mille donne, lei. Ma il profumo era sempre lo stesso, inconfondibile. Era quella la mia unica certezza. Era il profumo dei viaggi che doveva ancora fare, mi diceva.
Le chiedevo cosa volesse dire ma non me lo spiegava mai. Mi sorrideva e sapeva di fregarmi, con quel sorriso. Perché ti giuro che quando sorrideva io non capivo più nulla, amico. Non capivo più nulla. Non sapevo più parlare né pensare. Niente, zero. C’era all’improvviso solo lei.
Era matta” rise “tutta matta. A volte si perdeva a guardare un mappamondo o un quadro, ci volevano ore perché tornasse in sé. E quella sua mania di mettersi sempre i pantaloni… Non l’ho mai vista con una gonna, sai?
A volte di notte piangeva. Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio. Lei no. Lei si innervosiva a starmi vicino in quei momenti. Si vestiva e stava in giardino tutta la notte, e guai a raggiungerla. Mi ordinava di lasciarla sola. La sentivo piangere, ancora oggi sono convinto che parlasse con qualcuno, in quelle notti terribili.
C’era qualcosa in lei, amico mio. Non so che cosa, ma non era una ragazza normale. C’era qualcosa in lei, o c’erano altre ragazze in lei, ancora oggi non te lo so dire.
Non so dove si trova adesso ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni
Era matta tutta matta
Ma l’ ho amata da impazzire

(Charles Bukowski)

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15078553_694717720697255_1353005395259724406_nSono donna.

E un viscerale tepore

mi avvolge

quando il mondo

mi colpisce.

E’ il tepore delle altre donne,

di coloro che

hanno fatto

della vita

questo angolo sensibile,

combattivo,

dalla pelle morbida

e dal tenero cuore guerriero.

(Alejandra Pizarnik)

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3353f1ddc701c52253b69283be48d81fPoteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
È accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia.
Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia,
un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva,
un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua
galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure,
malgrado.
Che sarebbe accaduto
se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei?
Dritto dall’attimo
ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco,
e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore,
al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte
il tuo cuore
(Wislawa Szymborska)

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Tu non sei i tuoi anni,

nè la taglia che indossi,

non sei il tuo peso

o il colore dei tuoi capelli.

Non sei il tuo nome,

o le fossette sulle tue guance,

sei tutti i libri che hai letto,

e tutte le parole che dici

sei la tua voce assonnata al

mattino

e i sorrisi che provi a

nascondere,

sei la dolcezza della tua risata

e ogni lacrima versata,

sei le canzoni urlate così forte,

quando sapevi di esser tutta

sola,

sei anche i posti in cui sei stata

e il solo che davvero chiami

casa,

sei tutto ciò in cui credi,

e le persone a cui vuoi bene,

sei le fotografie nella tua

camera

e il futuro che dipingi.

Sei fatta di così tanta bellezza

ma forse tutto ciò ti sfugge

da quando hai deciso di esser

tutto quello che non sei.

            (Ernest Hemingway)

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694b282f1b7141dc90fac5949de8bc41Qualche volta il destino

assomiglia a una tempesta di sabbia

che muta incessantemente

la direzione del percorso.

Per evitarlo cambi l’andatura.

E il vento cambia andatura,

per seguirti meglio.

Tu allora cambi di nuovo,

e subito di nuovo il vento cambia

per adattarsi al tuo passo.

Questo si ripete infinite volte,

come una danza sinistra

con il dio della morte prima dell’alba.

Perché quel vento

non è qualcosa che è arrivato da lontano,

indipendente da te.

È qualcosa che hai dentro.

Quel vento sei tu.

Perciò l’unica cosa che puoi fare

è entrarci, in quel vento,

camminando dritto,

e chiudendo forte gli occhi

per non far entrare la sabbia.

(Haruki Murakami)

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