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Archive for febbraio 2014

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Marco Barchesi (1)

Di questo volto in inverno

ripiego gli angoli di ciglia bagnate,

stinte di vita e dolore.

Rivoli di mancanze che scivolano lente

su questo corpo arreso.

Mi raggomitolo il cuore nel buio dell’anima

mentre non hanno voce

le parole senza fiato.

Lasciatemi ancora un po’ con me stessa,

solo un minuto o forse una vita,

datemi tutto il tempo per ritrovarmi

in altro tempo

un’altra me.

(Stefania Lastoria)

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Adolfo Valente

La vita – è il solo modo

per coprirsi di foglie,

prendere fiato sulla sabbia,

sollevarsi sulle ali;

essere un cane,

o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore

da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,

dileguarsi nelle vedute,

cercare il più piccolo errore.

Un’occasione eccezionale

per ricordare per un attimo

di che si è parlato

a luce spenta;

e almeno per una volta

inciampare in una pietra,

bagnarsi in qualche pioggia,

perdere le chiavi tra l’erba;

e seguire con gli occhi

una scintilla nel vento;

e persistere nel non sapere

qualcosa d’importante.

(Wislawa Szymborska)

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6

Corpo, facchino dell’anima,

in cui sperare forse sarebbe vano,

amato corpo, più che non amarti;

cuore in un vivente ciborio trasmutato;

bocca senza fine tesa alle più nuove esche.

Mari dove si può vogare, sorgenti dove si può bere;

frumento e vino misti al banchetto rituale;

alibi del sonno, dolce cavità nera;

inseparabile terra offerta a tutti i nostri passi.

Aria che mi colmi di spazio e di equilibrio;

brividi lungo i nervi; spasmi di fibra in fibra;

occhi sull’immenso vuoto per poco tempo aperti.

Corpo, vecchio mio compagno, noi moriremo insieme.

Come non amarti, forma a cui io somiglio,

se è nelle tue braccia che stringo l’universo?

 (Marguerite Yourcenar)

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1

Ho respirato vento di pensieri

a scompigliare l’anima impaurita,

vortice di tanti ieri

a disegnare un passato

che ho lasciato andare

con mani tese e occhi chiusi.

Perché non sempre è il momento giusto

per riguardare occhi negli occhi i propri errori,

né per stringere della realtà il dolore.

E allora sparecchio gli anni,

scrollo via la solitudine

e quell’urlo soffocato dentro il cuore.

Poi

passo dopo passo

in altro tempo mi incammino

a respirar di me

nuovi venti di pensieri.

( Stefania Lastoria)

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1

Questo amore

era il mio piccolo rifugio segreto,

dove entravo quando ne avevo voglia

e ne uscivo

quando la realtà si faceva pressante”

(Alda Merini)

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